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Riabilitazione: opportunità e confini
riabilitazione

Il Servizio Sanitario Nazionale, oltre agli interventi di “prevenzione” e “cura” fornisce prestazioni di “riabilitazione” per quelle malattie che determinano una compromissione delle abilità e dell’autonomia personale

 


di
Lorenzo Agostini, direttore U.O. di Medicina Riabilitativa, Asur Zona Territoriale n. 12

 

 

Nel corso degli ultimi anni la richiesta di Riabilitazione ha presentato una costante crescita in tutti i paesi industrializzati e si prevede che proseguirà ancora nei prossimi decenni, per le seguenti motivazioni: a) incremento dell’età media e dell’aspettativa di vita con aumento della popolazione anziana; b) maggiore incidenza delle malattie croniche/disabilitanti rispetto a quelle acute; c) aumento degli incidenti della strada e degli infortuni sul lavoro (purtroppo entrambi gli eventi interessano prevalentemente persone giovani e in età lavorativa); d) migliore assistenza nelle Unità Operative di Terapia Intensiva (Pronto Soccorso, Rianimazione, ecc.), con maggiori probabilità di sopravvivenza, ma al costo di gravi disabilità residue; e) moderne tecniche chirurgiche per svariate patologie (ad es., chirurgia della mano) che comportano poi un lungo periodo di riabilitazione; f) miglioramento della qualità della vita con modificazione dei criteri di salute e di benessere: quando la popolazione lavorativa era costituita prevalentemente da “braccianti”, “operai”, “pescatori”, non era richiesto né ritenuto necessario recuperare le disabilità “minime”; oggi, invece, è indispensabile, ad es., ripristinare anche le attività motorie più fini, soprattutto alle mani (per chi lavora con un computer, un video-terminale, ecc).

 

A seguito di queste nuove problematiche, anche la Medicina Riabilitativa sta effettuando un profondo cambiamento sia sul piano metodologico che organizzativo: a) il recupero funzionale comporta tempi lunghi, con la necessità di un intervento integrato di diversi operatori (neurologo, fisiatra, ortopedico, fisioterapista, logopedista, ecc.): il “lavoro in team” è diventato quindi il nuovo modello organizzativo, in contrasto con precedenti modelli di tipo individuale o gerarchico; b) non si erogano più passivamente delle “prestazioni” (laser, marconi, tens, ultrasuoni, esercizi attivi/passivi, ecc.), ma, sulla base della gravità del danno riportato, insieme al paziente disabile e alla famiglia si progettano e si programmano strategie finalizzate al raggiungimento di un reale obiettivo funzionale tramite l’“esercizio terapeutico”.

 

Una volta recuperato il massimo possibile (in relazione all’entità del danno) il percorso riabilitativo di competenza Sanitaria si integra con il contributo dei Servizi Sociali che provvedono al reinserimento del cittadino nell’ambito familiare, sociale e lavorativo. Questo criterio si adotta soprattutto in presenza di disabilità gravi.

 

L’Unità Operativa di Medicina Riabilitativa si occupa delle disabilità provenienti da qualsiasi patologia. In particolare: malattie neurologiche (ictus cerebrale, trauma cranico e vertebro-midollare, parkinson, sclerosi a placche, disturbi cognitivi e del linguaggio dell’adulto o dell’età evolutiva); patologie ortopedico-traumatologiche (fratture, protesi articolari); malattie internistiche croniche (BPCO) e/o malattie chirurgiche; manifestazioni secondarie a patologie oncologiche (linfedemi); prevenzione delle disabilità secondarie alle alterazioni della colonna dell’età evolutiva (scoliosi) o degli adulti (lombalgie, cervicalgie). In collaborazione con la Cardiologia e con il Centro Antidiabetico i fisiatri e i fisioterapisti partecipano al programma di riabilitazione cardiologia presso la rispettiva U.O..

 

Per accedere alla riabilitazione è necessario sottoporsi a visita specialistica fisiatrica (si prenota al C.U.P. dell’ospedale di San Benedetto, tel. 0735.793888) o alla ”accettazione” (per gli utenti che già sono in possesso di una prescrizione del medico di Medicina Generale o di altri specialisti). La visita fisiatrica rappresenta una tappa fondamentale, perché consente una completa valutazione del danno, con possibilità di impostare un programma riabilitativo specifico ed appropriato.

 

Questa Unità Operativa è stata incaricata dalla Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER) di organizzare il xxxv Congresso Nazionale, un evento scientifico che quest’anno si svolgerà a San Benedetto del Tronto, presso il Palacongressi, dal 10 al 13 ottobre 2007.

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